Nato dal seminario Comunicazione e disabilità. Il fotoromanzo come strumento liberatorio, raccoglie interventi che intrecciano storia, teoria e creatività: dalla rappresentazione pubblica della disabilità al fotoromanzo come forma popolare capace ancora oggi di parlare a tutti. Il libro presenta, inoltre, il progetto dell’associazione Buona Idea dal titolo Fotoromanza in cui si è lavorato con un gruppo di giovani e adulti con disabilità cognitiva e relazionale (sindrome di Down, Praeder Willi e Williams), per la realizzazione di un fotoromanzo ispirato al film Non ci resta che piangere, mettendo in evidenza come uno strumento comunicativo passato possa essere veicolo di inclusione. Una testimonianza viva di come la comunicazione possa diventare spazio di libertà, partecipazione e inclusione reale.